GLI AMORI DI SIBILLA...DETTI CON LE SUE PAROLE...
a Cura di Bruna Conti

"Che cosa io sarei senza questi incontri, senza le strade che ho percorso"

Felice Guglielmo Damiani

Giovanni Cena

Lina Poletti

Vincenzo Cardarelli

Giovanni Papi

Joe Luciani

Vincenzo Gerace

Umberto Boccioni

Michele Cascella

Giovanni Boine

Fernando Agnoletti

Raffaello Franchi

Dino Campana

Giovanni Merlo

Tullio Bozza

Tito Zaniboni

Julius Evola

Giulio Parise

Enrico Emanuelli

Salvatore Quasimodo

Franco Matacotta

Riferimenti bibliografici

   

 

 

 

 

 

1910 Felice Guglielmo Damiani
"...il tuo viso era chiaro e fiamme erano i tuoi capelli e bello trovai per la prima volta l'ardore virile..." ("Il passaggio",42

1902 Giovanni Cena"
...In un giorno di settembre del 1910 io lasciai Cena. Il nostro legame s'era già allentato da oltre un anno, ma nessuno dei due aveva mai creduto che si sarebbe veramente spezzato..." ("Un amore insolito",320)

1909 Lina Poletti
"...Ella supponeva a se stessa un maschio a cuore; e foggiata s'era veramente a strana ambiguità......" ("Il passaggio",117)
"...Ed ecco un giorno una forma umana singolare mi viene incontro, mi saluta...E' per l'inguarita nostalgia di quel ch'io non sono stata che mi sento attratta ora verso questa fanciulla dai modi virili..." ("Diario di una donna",396)

1910 Vincenzo Cardarelli
"...Pietà... di te ne ho, sì, almeno quanta ne ho di me, e forse, sì, di più. Io non so quel che c'è di vero in tutto ciò che contraddittoriamente hai detto e fatto di te e di me fino ad oggi, non lo so e non lo saprà mai, e accetto Questa oscurità... umilmente, so che sei disgraziato, che sei infelice, e davanti a questo il lamento per me stessa tace, istintivamente. Questo è l'amore Vincenzo..." ("Lettere d'amore a Sibilla Aleramo",287)

1912 Giovanni Papi
"...La verità... è che tu avevi incontrato una donna che era uguale per anima e per intelligenza, e che ti era superiore per carattere, per tempra. E che sei fuggito, perché, sì, sei troppo debole per l'amore..." ("Sibilla Aleramo e il suo tempo",76)
"...Scrivo ad Arno. Sublimità..., puerilità...? Lo amo, d'un amore assurdo..."("Gioie d'occasione e altre ancora",15)

1912 Joe Luciani
"...C'è già un ragazzo (...) che mi adora..." ("Sibilla Aleramo e il suo tempo",76)
"...Aveva diciannove anni...e i due più vividi occhi verdemare ch'io abbia mai veduti..." ("Diario di una donna",194)

1913 Vincenzo Gerace
"...Fra gli uomini che ho amato è forse quello a cui ripenso più raramente, strano. Forse tutto si consumò nel grande incendio di quel semestre..." ("Diario di una donna",301)

1913 Umberto Boccioni
"Il tuo sorriso/ Vibrazione che aduna la vita/ e la sconfina./ C'è il tuo genio nel tuo sorriso..." ("Selva d'amore",21)
"...E tu m'hai amata proprio per la mia sensibilità..., per la mia assurda passionalità..., per il mio genio, credulo e mai stanco cuore. In che cosa mi son smentita, in che cosa t'ho deluso, amore..." ("Diario di una donna",467) "...Ti dicevo stasera che vorrei affrettare la mia morte (...) Lo sai che sei il solo uomo forte che ho incontrato?..." ("Sibilla Aleramo e il suo tempo",100)

1914 Michele Cascella
"...Un fanciullo m'amava, migrante arcangelo, in vertigine di luce spada bella; e lo vidi colpito piegarsi, accettar la sorte, accettar di sparir..." ("Il passaggio",156)
"...Come era caro, allora, trasognato come un Aligi, abruzzese delle montagne, mistico e panteista, pieno di grazia e così felice in quei pochi mesi in cui mi illusi d'amarlo.." ("Diario di una donna",193)

1915 Giovanni Boine
"...Per Boine col quale non vissi che pochi giorni, lasciai per sempre Casella, che m'aveva data una stagione di gioia..." ("Diario di una donna", 432)
"...Alla fin fine la verità... è questa, che ti amo, e tu mi hai amata e t'ho visto felice, mio mentre da lei torni per centomila cose che non sono l'amore..." ("Carteggio",440)

1915 Fernando Agnoletti
"Il mio sangue,/ ho sentito il mio sangue cantare,/ un'ora / e il tuo gli rispondeva/ ed un'allodola, che intanto/ salutava l'aurora..." ("Selva d'amore",44)

1916 Raffaello Franchi
"...aveva sopportato con infinita abnegazione d'essere sacrificato all'amore per Campana..." ("Le mie sono fatte per essere bruciate",93) "...Raffaello m'ha amato come forse nessun altro, forse come neppure Cena..."("Diario di una donna",235)

1916 Dino Campana
"...Forse Dino fu l'uomo che più amai..." ("Diario di una donna",435) "...Tutta la sera m'è ondeggiata alla memoria, l'immagine di lui, della sua pazzia, e di quel altipiano deserto, in quelle prime poche notti estive del nostro amore che son rimaste le più pervase d'infinito ch'io abbia vissuto..." ("Diario di una donna",392)
"...E amai perdutamente Campana per non lasciarlo solo nella sua follia..."
("Le mie lettere sono fatte per essere bruciate",27)

1918 Giovanni Merlo
"...con la sua pazzia allegra, così remota da quella di Campana, col suo amore elementare, mi teneva in un vortice di vita per me nuovissimo, entro il quale mi dibattevo fra compiacente e vergognosa..." ("Diario di una donna",250)

1920 Tullio Bozza
"...Un giorno vidi l nudo atleta nel suo sonno./ Rugiada al mio sguardo/ quell'arco perfetto dell'omero/ che il respiro felice solleva..." ("Selva d'amore",109)
"Di Endimione mi innamorarono esclusivamente la bellezza e la grazia: erano invero eccezionali, tanto da formare attorno a lui, per me contemplante, un alone di mito..." ("Diario di una donna",271)

1924 Tito Zaniboni
"Su la mia bocca/ da la bocca d'uno/ mai prima veduto,/ un bacio/ un bacio violento/ oggi è caduto rapinoso..." ("Poesie",114) "...Fui una notte in carcere, dopo l'attentato compiuto da Zaniboni..." ("Diario di una donna",251)

1925 Julius Evola
"...il mago! Il giorno della presentazione s'era inchinato, con uno strano tremore visibile in tutto il volto (...) Io avevo detto a me stessa: "Costui mi vuole". Avevo soggiunto: "Perché‚ no?" ("Amo dunque sono",127) "...Disumano qual è, gelido architetto di teorie funambolesche, vanitoso, perverso, s'è trovato dinanzi a me come a cosa tutta viva, tutta schietta, mentre aveva fantasticato chissà... quale avventura necrofila. E questa cosa tutta schietta l'ha turbato, l'ha commosso, segretamente..." ("Amo dunque sono",104)

1926 Giulio Parise
"...con la chioma di viola, col tuo sguardo d'aquilotto, col corpo perfetto che non ha voluto denudarsi per me e donarsi alla sete del mio..." ("Amo dunque sono",32)
"...Mi dicesti che normalmente il rapporto fisico con la donna ti estrania da lei ancor più. Ma io voglio che il nostro amore sii più forte della tua 'norma'..." ("Amo dunque sono",152)

1933 Enrico Emanuelli
"Oscilla,/ nel vento,/ nel vuoto spazio,/ giunco e non uomo,/ ed io m'illusi, / or dannato lo vedo..." ("Selva d'amore",162)

1934 Salvatore Quasimodo
"...L'amore era stato per noi una sorda vana battaglia..." ("Un amore insolito",91)
"...Se mai un giorno ti risveglierai dal tuo sonnambulismo, avrai orrore della 'pietà...' intermittente onde amanti la tua miseria. Per ora l'orrore è tutto mio..." ("Sibilla Aleramo e il suo tempo",261)

1936 Franco Matacotta
"Odore dei tuoi vent'anni/ che su te respiro ben desta/ e l'aurora t'è intorno,/ sei tu stesso aurora..."("Sibilla Aleramo e il suo tempo",263) "...Mi sento atterrita dinanzi alla grandezza di quella mia - ultima per fortuna - illusione d'amore..." ("Diario di una donna",339)

 

Riferimenti bibliografici