La Fondazione Istituto Gramsci, che oggi possiede oltre 90.000 volumi, 600 testate 6.000 periodici cessati e numerosi archivi - dichiarati di interesse nazionale - venne costituita nell'aprile del 1950.Il suo nucleo originario era formato dai libri e dalle riviste, appartenute ad Antonio Gramsci, mentre i Quaderni dal carcere vennero acquisiti intorno agli anni '60.Nel 1954, la Fondazione mutò il proprio nome in Istituto Gramsci, operando su quattro indirizzi: storia e filosofia, economia, critica e arte, scienze fisiche e matematiche, svolgendo un intenso programma di studi e di seminari, fino alla crisi politica del 1956. Negli anni seguenti, l'Istituto orientò la sua attività all'approfondimento dello sviluppo storico e politico della società italiana, alla luce del pensiero gramsciano: nel 1975 venne pubblicata l'edizione critica dei Quaderni, a cura di Valentino Gerratana, e di quegli stessi anni è la pubblicazione dei documenti relativi alla storia della Resistenza in Italia.Dagli anni '80 l'evolversi della società italiana e della cultura internazionale hanno portato l'Istituto ad estendere la propria attività di ricerca, mentre proseguivano gli studi, i seminari e le pubblicazioni sui rapporti fra Gramsci e il marxismo.

La bibliografia internazionale degli studi critici su Gramsci è stata data alle stampe nel 1991.

Dal luglio 1982, l'Istituto si è costituito in Fondazione giuridicamente riconosciuta dallo Stato.

L'Archivio di Sibilla Aleramo fa parte degli archivi personali appartenenti alla Fondazione Istituto Gramsci, accanto a quelli di Antonio Gramsci, Palmiro Togliatti, Emilio Sereni, Luigi Longo e di Luchino Visconti, per citarne solo alcuni. E' stata la scrittrice a lasciarlo al PCI per testamento, nel 1960. Le due sezioni più importanti dell'Archivio, che copre un arco di anni dal 1883 al 1960, sono quella dedicata ai manoscritti editi e ai lavori rimasti inediti, e la sezione corrispondenza, vastissima e relativa non soltanto a corrispondenti italiani, ma anche europei, soprattutto francesi.Preziosa è la raccolta dei 1251 volumi, molti dei quali in prima edizione e con dediche autografe degli autori; notevole è anche il materiale iconografico.